Come scegliere la scarpa da trail adatta

Recentemente mi è capitato di portare un ragazzo a fare la sua prima sgambata su un terreno accidentato. Non proprio un trail, non c’erano salite e discese, si trattava di una decina di chilometri su sterrato
con lievi saliscendi. Parte correndo, parte camminando. Si fa così quasi sempre quando si comincia.
Il solo problema sono state le calzature che indossava.

Quando si corre bisogna tenere conto di differenti fattori. Il primo sicuramente è il percorso che si vuole sviluppare. Se siamo su asfalto la scarpa potrà essere più morbida leggera ed elastica. Il terreno con fondo omogeneo, senza buche o ciottoli, ha una risposta alla falcata sempre costante. È più elastico e non ci scappa sotto i piedi. La suola può essere quasi liscia, non serve un gran battistrada.

Se corriamo su terra o ciottoli, nel bosco o su per i monti, con fango, erba e fogliame, dobbiamo avere una tenuta di strada maggiore. La suola deve essere tassellata e la scarpa robusta, di solito più pesante, ben ammortizzata e la tomaia deve resistere all’abrasione di sassi e radici che spesso si incontrano uscendo dai percorsi
cittadini.

Ho macinato migliaia di chilometri con calzature diverse. Ho fatto uscite di decine di chilometri su terreno accidentato anche con scarpe da strada. Tutto è possibile, ma se è vero che un soggetto allenato ha una maggiore resistenza alla sollecitazione che da’ l’urto ripetuto della sua massa al suolo, le articolazioni di un principiante soffriranno per questo e il dolore è la prima cosa da evitare se non vogliamo scoraggiarci alla prima uscita.

Sul mercato sono presenti marchi molto prestigiosi che hanno tra i loro testimoni atleti di spicco. Sono di solito le scarpe più costose. Il loro prezzo è sicuramente giustificato da materiali all’avanguardia. Leggerissime, calzano come guanti e, non ultimo, hanno un aspetto estetico ammiccante. Io dopo due o tre mesi devo cambiarle. Le distruggo.
Uscite impegnative e l’usura anche solo della terra nella trama del tessuto le rendono rigide e il mio peso le mette a dura prova. Il prezzo diventa così una discriminante essenziale.

Ho trovato in una famosa catena di negozi sportivi, scarpe che ben si adattano alle mie necessità a prezzi contenuti ed una qualità molto alta.

Ognuno è libero di spendere i suoi soldi come meglio crede, io so che non è la scarpa che fa l’atleta.

Un consiglio spassionato: non dimenticate di prendere un numero in più o almeno mezzo. Il piede gonfia dopo soli 5/6 chilometri.

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