Sentire il corpo

Ieri una signora ottuagenaria facente parte della mia cerchia famigliare, si è finalmente decisa a recarsi dal medico.
Da qualche tempo dolori vari le impedivano movimenti, anche i più banali.
Dicono che siano i giovani a credersi immortali, a me pare che sia un po’ la tendenza di tutti noi. Sembra che il mondo si divida in due categorie. Quelli che si siedono perché non ce la fanno – il tempo delle fatiche è passato- e quelli che si sentono sempre ragazzi. Non accettano o non vedono il tempo che scorre.
Non è una critica, tanto meno un giudizio: è bello che ciascuno affronti la sua esistenza come meglio crede. Con le sue convinzioni e le sue aspettative.
Per tornare alla nostra signora, da qualche anno ne conosco le vicende. E le sue lamentele sul non riuscire più a fare le scale, la fatica ad alzarsi da sdraiata e le sue domande in proposito. “Ma come mai? Non mi era mai successo”.

Hai voglia a dire che se non fai movimento il corpo si impigrisce, se non fai le scale nemmeno a scendere ma prendi sempre l’ascensore, le gambe si indeboliscono, il corpo si appesantisce, le membra si irrigidiscono. Quando un parente, soprattutto più giovane (gulp!), ti dice qualcosa, non lo ascolti. Se poi non è nemmeno un medico figurati!

Ben vengano quindi i dottori. E ormai lo hanno capito anche loro.
Finalmente la tendenza non è più quella di qualche decennio fa. Se possibile i medici non ti prescrivono farmaci laddove non sia strettamente necessario. Consigliano una dieta diversa, integratori salini, vitamine fibre e, vivadio!, il movimento.

Così, dura legge del contrappasso, la signora si è vista iscritta ad una palestra dove seguono gli anziani. Bene.

Magari sarebbe bastato qualche autobus in meno o qualche rampa di scala in più e adesso la cara signora non si troverebbe nella condizione di dover spartire con sconosciuti il chiuso e non sempre gradevole ambiente di una palestra.

Ci sono arzilli vecchietti che lo sport lo praticano nelle balere. A ritmo di Boogie che farei fatica a seguire.

Tempo fa, alla radio, un medico fisiatra, dava delle cifre significative. Una percentuale altissima di malattie croniche, articolari e cardiache soprattutto, sarebbero evitate se si camminasse per tre chilometri al giorno. Parliamo di 30 o 45 minuti al massimo di passeggiata. Qualcuno dice diecimila passi. Sui numeri io non sono ferrato. Li dimentico e confondo sempre. Io sono per le sensazioni.

Una fortissima alpinista, nata sciatrice, passata allo scialpinismo e adesso grande esploratrice degli ottomila hymalaiani, diceva che se la sera non arriva a casa con tutti i muscoli che le fanno male non è contenta. Certo, questo è un discorso di una ventenne con un fisico e delle possibilità di disporre del suo tempo che non sono comuni. Io però, con le dovute proporzioni,  condivido il suo punto di vista.

Sentire il corpo. Questo è il segreto per mantenerlo vivo.

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