“Resuscitare i vivi”

Mi piace inserire in questo blog qualcosa di apparentemente fuori tema.
Si tratta di un libro scritto da un Maestro Zen, Nanmon, cui già solo il titolo da l’idea dell’approccio dell’autore: “Resuscitare i vivi”.
Pratico Zen da molti anni. Sono allievo di Engaku Taino (Luigi Mario), famoso per essere il primo europeo ad aver portato in occidente lo Zen Rinzai.
Oltre a questo il mio Maestro è anche un formidabile atleta. Grande alpinista e guida alpina, a 80 anni non solo tiene il passo dei giovanotti ma spesso li conduce su vie altrimenti per loro impraticabili.
Questo connubio nella sua vita, tra attività fisica e “spirituale” (questo termine non definisce lo Zen ma non ce ne sono di migliori), rispecchia perfettamente l’atteggiamento vitale del praticante. Non possiamo separare spirito da corpo, razionale da emotivo. La vita va vissuta pienamente in tutte le sue manifestazioni.
In questi tempi si parla spesso di Zen e lo si fa quasi sempre a sproposito. Uno prende un libro, si informa e pensa di aver compreso.
Errore. Lo Zen è pratica.
Come nel libro, citando Mumon Roshi, Nanmon fa l’esempio del menù: leggendo la lista dei cibi ne hai solo la descrizione, per assaporarli devi mangiare, così lo Zen, per comprenderlo devi praticarlo.
Per i tipi della Libreria Editrice Psiche è uscito il volume “Resuscitare i vivi”.

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È scritto sotto forma di intervista da Mario Fatibene Nanmon, Maestro
Zen Rinzai, e da Giampaolo Fiorentini, autore non nuovo a questi temi.
Durante una visita ad un amico comune e collega di pratica sopra a Sestri Levante, ho rivisto con piacere Nanmon che da Torino, con alcuni suoi allievi, calava sul golfo dei Poeti per un giro naturalistico.
In quella occasione mi ha fatto dono della sua ultima fatica.
Il libro è molto interessante per chi volesse approcciarsi allo studio della scuola Zen ed in particolare allo studio dei Koan, mirabile strumento per aggirarsi nell’esistenza.
I Koan sono dei paradossi che il Maestro pone all’allievo. Egli non può affidarsi alla cultura, al ragionamento, al puro slancio emotivo, “(…) Per trovare la risposta deve operare un cambiamento, o un processo di capovolgimento dei propri abituali schemi”
Il Maestro non accetta una risposta razionale che non può che essere sbagliata, ma si aspetta che l’allievo dimostri con i fatti la comprensione del Koan:
“Una dimostrazione senza esitazioni, immediata. Ogni pensiero ritarderà l’azione-dimostrazione, sarà il segnale della distanza tra comprensione concettuale e comprensione vissuta nell’unità corpomente, realizzata con la carne e con le ossa.”

Nello scorrere le pagine, Nanmon toglie definitivamente e leggermente, con un linguaggio comprensibile e chiaro, ogni dubbio, ogni fraintendimento nato su questa tradizione in questi anni di facile smercio del sacro.
Lo pongo all’attenzione dei miei pochi lettori perché tra le sue righe c’è sempre l’invito a cambiare gli schemi abituali. Lo Zen invita ad osare, a lasciarsi andare per godere appieno di questa esistenza che, per ora, mi pare sia l’unica che ci è concessa.

Info
Il libro si può acquistare su Amazon oppure su questi siti:

www.zentorino.org
www.hokuzenko.it
www.athenszen.gr

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